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Un momento di attenzione, prego: SALVIAMO LA “COLLINA DEI MATTI” – Bastano cinque minuti di lettura e una mail di sostegno

vi preghiamo di concedere al problema di Quarto pochi minuti della vostra attenzione: se condividete il contenuto del documento seguente, inviate una mail di assenso all’indirizzo in calce (basta una riga con il vostro nome a sostegno della causa). 

G R A Z I E

Documento costitutivo del “coordinamento per Quarto”

 
L’ex manicomio di Quarto è stato costruito nel 1894 sul luogo in cui sorgeva Villa Isola, di proprietà della Famiglia Spinola, e andava a sostituire il precedente ospedale per infermi di mente. Dopo la chiusura è stato destinato ad altri usi, fra cui uffici ed ambulatori della locale ASL. Un luogo storico, ricco di memoria, ma ricco di grandi potenzialità, teatro di rivoluzioni nel campo della Salute Mentale, che ancora oggi ospita 80 pazienti e diversi presidi socio-sanitari, inoltre accoglie una importante Biblioteca per la Salute Mentale, l’Istituto Museo delle Forme Inconsapevoli, il Centro Basaglia, il Centro Diurno Il Girasole, il Centro Diurno Disabili, la Scuola Elementare e Media Barrili, il Centro per l’Alzhaimer, il Centro per i Disturbi alimentari e tante altre attività. Dal punto di vista architettonico-urbanistico è preziosa isola verde con enormi spazi ancora da utilizzare.
Guardiamo questi palazzi sognando quello che potrebbero accogliere, un luogo dove portare la bellezza, unica vera cura possibile contro la sofferenza che ormai appartiene a noi tutti.
Le potenzialità di questo posto sono enormi.
 
Facciamolo rinascere! Potrebbe diventare una cittadella per la salute, la socialità, il lavoro, per l’arte e la cultura, essere luogo di ricerca, punto d’incontro e condivisione di realtà differenti che ora più che mai hanno bisogno di lavorare vicine e di avere un loro luogo per crescere.
 
Sull’intero complesso incombe, invece, la vendita con la conseguente dismissione di tutte le attività compreso l’allontanamento imposto alle ottanta persone che vivono ormai lì anche da più di trent’anni.
 
Con tutta probabilità è prevista l’edificazione di residenze private o l’ennesimo centro commerciale. Spazi rivolti all’interesse remunerativo del singolo, non-luoghi che aumentano l’alienazione e la compulsione della collettività.
 
* è importante che i pazienti continuino a vivere dove hanno ormai radicato i loro riferimenti; alcuni vivono a Quarto da più di trent’anni e spostarli attraverso una gara o un atto amministrativo vuole dire tradire queste persone nei loro diritti e rimettere in crisi la loro salute;
 
* diamo valore alla prospettiva riabilitativa della salute mentale, nella dimensione del bene comune, nella dimensione del servizio pubblico;
 
* la Biblioteca Psichiatrica e L’Istituto delle Forme Inconsapevoli con il Mueseoattivo, devono rimanere dove sono, a testimoniare e a rinnovare la memoria, il lavoro e la cultura relativa alla storia che ha permesso di trasformare la “collina dei matti”;
 
* la cessione del patrimonio pubblico dell’ex OP di Quarto cancellerebbe la memoria di questi luoghi. Per questo vorremmo conoscere le ragioni che rendono tale ipotesi economicamente vantaggiosa per la collettività;
 
* c’è bisogno di andare oltre alla sola prospettiva economica, dobbiamo imparare a progettare i beni comuni attraverso la loro complessità, attraverso la ricchezza che tale complessità comporta.
 
Per questo proponiamo di guardare oltre le mura dell’ex OP di Quarto, alle altre proprietà pubbliche contenitori di servizi alla persona. E’ possibile immaginare il trasferimento all’interno del complesso di Quarto dei diversi presidi socio-sanitari, oggi collocati sul territorio del Levante, in sedi difficilmente accessibili? E’ possibile pensare di mettere in vendita queste altre sedi?
 
In questo modo Quarto potrebbe diventare un modello di gestione efficace delle risorse, e nel contempo, sarebbero garantite le necessità di bilancio da destinare alla salute di tutti i Cittadini.
 
Difendiamo questa realtà, punto di riferimento per il territorio del Levante e per l’intera città.

oltreilgiardino.ge@yahoo.it 

coordxquarto@gmail.com

Attendiamo il vostro sostegno! Seguiranno altre comunicazioni sotto forma di note e/o eventi!
 
Non vi stancate, per favore, e passate parola!

Ogni amico=tanti amici: creiamo un grande movimento per la salvezza della collina! Condividi

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21 commenti su “Un momento di attenzione, prego: SALVIAMO LA “COLLINA DEI MATTI” – Bastano cinque minuti di lettura e una mail di sostegno

  1. sono solidale con voi

  2. E’ una vergogna, raspare quattro soldi sulla pelle dei disabili!!! Chi ci guadagna?

  3. Sono d’accordo con voi.Dobbiamo salvare le poche cose buone rimaste in questa
    povera ITALIA!!!

  4. SONO D’ACCORDISSIMO CON VOI!! RECUPERARE PER IL BENE COMUNE

  5. sono d’accordo con voi

  6. SONO D’ACCORDO TOTALMENTE CON VOI!! RECUPERARE PER IL BENE COMUNE.

  7. Nonostante tutto non smettiamo di crederci!

  8. d’accordissimo con voi… facciamoci un centro culturale attivo, una libreria, uno spazio giochi per i bambini della zona…. farlo diventare un centro pieno di vita!!!

  9. Vergognoso lasciar andare tanta ricchezza potenziale per tanti, a favore di un po’ di euro in tasca per pochi… Genova che muore… non lasciamo nulla di intentato!

  10. Ho dei bei ricordi li…assolutamente da valorizzare!

  11. se non basta:andavo alle medie e ho partecipato al progetto di riqualificazione del mercato di corso sardegna.a parole e a disegni ne ho viste ben tre di destinazioni d’uso,ma mi sembra d’aver capito che ad oggi,che di anni ne ho 31,abbia preso piede l’ipotesi di due bei palazzoni…senza verde,asilo,centro sportivo e decentramento della asl…comunque,sosteniamo un luogo dove esseri umani senza tanti problemi possano vivere in pace,proviamo.

  12. Non si vive di solo ” centri commerciali “.

  13. Ma poi i Beni Culturali non dovrebbero intervenire? Comunque architettonicamente è importante e invece chi lavora dentro già sentiva dire che avrebbero modificato la struttura che è bellissima!

  14. Pienamente d’accordo. Vista l’aria che tira in Italia, non ci si deve stupire di nulla.

  15. Sono al vostro fianco. Se si ama il proprio territorio bisogna vigilare sugli abusi edilizi. Qui c’è proprio puzza di bruciato. Se farete delle manifestazioni, informate i cittadini che sicuramente interverranno numerosi.

  16. mando subito il mio sostegno

  17. Nei primi anni 80′ facevo parte del “centro culturale del levante” che aveva sede in uno dei palazzi della struttura ex manicomiale. Una delle clausole per essere ospiti di quella bellissima struttura , oltre alla risistemazione dello spazio usato e la sua manutenzione, era fare delle attività con i degenti ancora presenti. Io con la mia cooperativa, ci occupavamo di restauro di dipinti murali e come attività facevamo delle proiezioni di diapositiva di opere prima e dopo il restauro; certo non avevamo un gran seguito, ma c’era chi restava fino alla fine. Poi ci hanno gentilmente sgomberato.
    Questo per dire che sono molto affezionata al luogo e sono completamente d’accordo con tutte le vostre iniziative, come cittadina, come conservatrice del patrimonio architettonico e artistico, convinta che con creatività e caparbietà sì può incidere sulla realtà.

  18. Molti anni fà mi sono trovata su questa collina. Ma non ricordo perchè mi ci sono trovata e che cosa mi avesse condotto lì. Ricordo come in un sogno di essermi seduta su una panchina e mi riscaldavo al sole , forse primaverile. Ad un certo punto mi sono accorta di una presenza, era un uomo , non più giovane seduto sulla mia stessa panchina ma girato con le spalle al sole. Era tranquillo e sorridente . Siamo rimasti in silenzio per un lungo periodo di tempo. Mi sembrava di trovarmi sulla sua stessa lunghezza d’onda , respiravo un mondo diverso, andavo alla rovescia del mio solito cammino “diritto” , mi sembrava pensasse come me, agisse come me ma in un “campo d’azione” diverso, come dire in un’altra dimensione quella che noi “sani” non riusciamo mai ad abbracciare perchè ci fa paura la strada non “illuminata” dal sole della nostra “ratio”…..lui il sole se lo lasciava alle spalle ma non c’era il buio intorno alla sua persona. Quando me ne sono andata , l’ho ringraziato e lui mi ha risposto con un “altrettanto grazie”.
    A parte il mio sogno-realtà. Condivido tutto quello che avete scritto

  19.  
    * diamo valore alla prospettiva riabilitativa della salute mentale, nella dimensione del bene comune, nella dimensione del servizio pubblico;

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