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A proposito del trasferimento del “Centro Disturbi Alimentari”

Informati della delibera dell’ASL3 n°164 del 28 febbraio 2012 che disponeva gli spostamenti dei servizi da Quarto, in particolare del CDA nel palazzo della Salute Doria a Struppa, l’Associazione ha contattato Assessore alla Sanità e ASL3 per evitare o per lo meno ridurre i danni conseguenti. Unico risultato è stato il cambio dell’ipotesi della nuova sede, in un  appartamento di Viale Bracelli di proprietà dell’ASL. Poco è servito obiettare che la nuova sede è comunque inadatta perchè comporta una definitiva ghettizzazione del CDA, oggetto estraneo in un quartire d’abitazione, senza possibilità di scambi e contatti con l’ambiente circostante, che lo spazio disponibile non consente di mantenere la palestra nè di ampliare i servizi che già ora sono pesantemente ristretti (in primis i pasti assistiti).  Quanto sopra è stato verificato su una bozza di progetto sottoposta alla nostra attenzione.

Le iniziative della Consulta di Quarto, cui la nostra associazione ha aderito, hanno portato a una nuova situazione in cui sembrava possibile un esito diverso, addirittura una prospettiva di sviluppo, qualora fossero disponibili anche spazi nuovi.

Il sogno è per noi svanito quando siamo stati informati di una delibera dell’ASL3 del 18 settembre in cui veniva decisa la gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’appartamento di Viale Bracelli. Per la gara è stata effettuata una procedura negoziata, senza la precedente pubblicazione di un bando, per consentire una rapida cantierizzazione.  La base d’asta, che sarà vinta da chi farà la proposta più bassa, parte da 112794,96 euro, IVA esclusa. Addetti ai lavori ci dicono che la gara parte la prossima settimana (lunedì 24) e che la cantierizzazione è prevista entro metà ottobre.

Quindi, mentre Comune, Associazioni, cittadini si stanno dando da fare per trovare nuove soluzioni che consentano di evitare la diaspora dei servizi di Quarto, evitando di danneggiare soggetti deboli e salvaguardando nel contempo un importante tassello della storia e della cultura di Genova, la regione, contraddicendo la disponibilità dichiarata da Burlando, ha già deciso di vendere il padiglione 18, mantenendo invece un’altra proprietà (l’appartamento di Viale Bracelli) e spendendo un sacco di soldi per la ristrutturazione. Il via alle dismissioni è stato dato e, fatti i primi passi, non si potrà tornare indietro.

L’assegnazione dell’appalto dei lavori di ristrutturazione in viale Bracelli significa l’inizio della diaspora, che crediamo non si limiterà al CDA. Impegnati tutti quei quattrini, sarà facile dire “Non possiamo mica buttarli via, ormai spostiamo il CDA”.

In conclusione: la prima scadenza che può mettere a rischio il progetto di mantenere Quarto non sono i 45 giorni per la risposta del Comune alla Regione, ma l’assegnazione dell’appalto dei lavori di ristrutturazione di Viale Bracelli, che potrebbe realizzarsi la prossima settimana. Se c’è la possibilità di fermare l’orologio bisogna farlo subito.

A.F.co.D.A. è a disposizione per dare ulteriori informazioni e supporto e collaborare in qualunque modo per la riuscita del progetto.

Infine, grazie per quanto state facendo, a nome dei famigliari e dei dei pazienti del CDA.

Alessandro Ansaldo

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Un momento di attenzione, prego: SALVIAMO LA “COLLINA DEI MATTI” – Bastano cinque minuti di lettura e una mail di sostegno

vi preghiamo di concedere al problema di Quarto pochi minuti della vostra attenzione: se condividete il contenuto del documento seguente, inviate una mail di assenso all’indirizzo in calce (basta una riga con il vostro nome a sostegno della causa). 

G R A Z I E

Documento costitutivo del “coordinamento per Quarto”

 
L’ex manicomio di Quarto è stato costruito nel 1894 sul luogo in cui sorgeva Villa Isola, di proprietà della Famiglia Spinola, e andava a sostituire il precedente ospedale per infermi di mente. Dopo la chiusura è stato destinato ad altri usi, fra cui uffici ed ambulatori della locale ASL. Un luogo storico, ricco di memoria, ma ricco di grandi potenzialità, teatro di rivoluzioni nel campo della Salute Mentale, che ancora oggi ospita 80 pazienti e diversi presidi socio-sanitari, inoltre accoglie una importante Biblioteca per la Salute Mentale, l’Istituto Museo delle Forme Inconsapevoli, il Centro Basaglia, il Centro Diurno Il Girasole, il Centro Diurno Disabili, la Scuola Elementare e Media Barrili, il Centro per l’Alzhaimer, il Centro per i Disturbi alimentari e tante altre attività. Dal punto di vista architettonico-urbanistico è preziosa isola verde con enormi spazi ancora da utilizzare.
Guardiamo questi palazzi sognando quello che potrebbero accogliere, un luogo dove portare la bellezza, unica vera cura possibile contro la sofferenza che ormai appartiene a noi tutti.
Le potenzialità di questo posto sono enormi.
 
Facciamolo rinascere! Potrebbe diventare una cittadella per la salute, la socialità, il lavoro, per l’arte e la cultura, essere luogo di ricerca, punto d’incontro e condivisione di realtà differenti che ora più che mai hanno bisogno di lavorare vicine e di avere un loro luogo per crescere.
 
Sull’intero complesso incombe, invece, la vendita con la conseguente dismissione di tutte le attività compreso l’allontanamento imposto alle ottanta persone che vivono ormai lì anche da più di trent’anni.
 
Con tutta probabilità è prevista l’edificazione di residenze private o l’ennesimo centro commerciale. Spazi rivolti all’interesse remunerativo del singolo, non-luoghi che aumentano l’alienazione e la compulsione della collettività.
 
* è importante che i pazienti continuino a vivere dove hanno ormai radicato i loro riferimenti; alcuni vivono a Quarto da più di trent’anni e spostarli attraverso una gara o un atto amministrativo vuole dire tradire queste persone nei loro diritti e rimettere in crisi la loro salute;
 
* diamo valore alla prospettiva riabilitativa della salute mentale, nella dimensione del bene comune, nella dimensione del servizio pubblico;
 
* la Biblioteca Psichiatrica e L’Istituto delle Forme Inconsapevoli con il Mueseoattivo, devono rimanere dove sono, a testimoniare e a rinnovare la memoria, il lavoro e la cultura relativa alla storia che ha permesso di trasformare la “collina dei matti”;
 
* la cessione del patrimonio pubblico dell’ex OP di Quarto cancellerebbe la memoria di questi luoghi. Per questo vorremmo conoscere le ragioni che rendono tale ipotesi economicamente vantaggiosa per la collettività;
 
* c’è bisogno di andare oltre alla sola prospettiva economica, dobbiamo imparare a progettare i beni comuni attraverso la loro complessità, attraverso la ricchezza che tale complessità comporta.
 
Per questo proponiamo di guardare oltre le mura dell’ex OP di Quarto, alle altre proprietà pubbliche contenitori di servizi alla persona. E’ possibile immaginare il trasferimento all’interno del complesso di Quarto dei diversi presidi socio-sanitari, oggi collocati sul territorio del Levante, in sedi difficilmente accessibili? E’ possibile pensare di mettere in vendita queste altre sedi?
 
In questo modo Quarto potrebbe diventare un modello di gestione efficace delle risorse, e nel contempo, sarebbero garantite le necessità di bilancio da destinare alla salute di tutti i Cittadini.
 
Difendiamo questa realtà, punto di riferimento per il territorio del Levante e per l’intera città.

oltreilgiardino.ge@yahoo.it 

coordxquarto@gmail.com

Attendiamo il vostro sostegno! Seguiranno altre comunicazioni sotto forma di note e/o eventi!
 
Non vi stancate, per favore, e passate parola!

Ogni amico=tanti amici: creiamo un grande movimento per la salvezza della collina! Condividi

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Buongiorno, sono la sorella di un disabile domiciliato al …

Buongiorno,

sono la sorella di un disabile domiciliato al Centro della ASL3 sito all’interno dell’ex area di Quarto, in via Maggio.
Vorrei portare a conoscenza la situazione che si sta creando in seguito alla vendita da parte della Pubblica Amministrazione dell’area citata.
All’interno della vasta area, parco ormai da anni abbandonato, numerosi immobili da ristrutturare, alcuni invece ristrutturati da poco tempo (non saprei dire con quale fine logistico), si trovano anche alcuni servizi della ASL3.

In particolare il centro citato all’oggetto che si occupa di handicap molto gravi.

Si tratta di una struttura di eccellenza della sanità pubblica.
Nel corso di tutti questi anni, con la collaborazione di tutti, siamo riusciti a realizzare una struttura che consente all’utenza che ne usufruisce  di condurre ,malgrado il  grave handicap,  una vita “dignitosa”…. !

Il servizio si occupa di circa 15 ragazzi con handicap molto gravi che risultano domiciliati al suo interno con una assistenza da parte degli operatori  degna di nota ( igiene personale costante ed adeguata, particolare attenzione non solo ai problemi motori ma anche psicologici e di  relazione con attività adeguate).
Il centro  inoltre offre un servizio  quale “struttura di appoggio”  alle famiglie, in caso di situazioni improvvisamente critiche, volta all’assistenza per periodi brevi .

Tale servizio di emergenza risulta fondamentale per le famiglie.

Infine, di pari rilievo , il servizio  diurno dove ragazzi con handicap  anche meno gravi (in alcuni casi prevalentemente psichiatrici) svolgono attività giornaliere volte anch’esse alla socializzazione ed al recupero.
Vorrei far notare come si tratti dell’unica struttura per handicap gravi presente nella ASL3 e, soprattutto, come non sia possibile  prevedere un  passaggio di tale servizio a strutture private in quanto il livello di assistenza necessario in questi casi non consente al “privato – convenzionato”  la gestione  del servizio all’interno dei costi stabiliti.
Credo che mai come in questo caso, sia  palese la validità del servizio “pubblico”, in quanto l’assistenza necessaria non può  consentire  un “profitto”  neppure in termini di  onesta retribuzione per un privato corretto e ligio ai propri impegni. Vorrei, infine, precisare che a mio giudizio la scelta della Pubblica Amministrazione di vendere l’area  dell’ex manicomio di Quarto non mi trova del tutto in disaccordo.

Purtroppo, data la condizione finanziaria attuale dell’ente locale, i costi di manutenzione della zona sono talmente elevati che, ripeto, non mi scandalizza la scelta fatta.
uello che però non sarebbe assolutamente accettabile è l’eventuale scelta, nell’ottica di una nuova ubicazione del Centro, di una cambiamento del livello di assistenza o peggio della fine del servizio da parte della ASL3.

Ripeto questo sarebbe vergognoso !!

Nel quadro di una  ristrutturazione del servizio territoriale complessivo della ASL, credo che questo centro non solo sia da salvaguardare ma debba diventare un punto di riferimento  e possa contribuire seriamente ad aggregare e potenziare servizi di alto livello di assistenza, proprio per la sua specificità.

Chiedo a tutti un aiuto, l’interessamento da parte vostra come Consulta, per la verifica delle decisioni già prese e per un contributo fattivo  al fine di una corretta conclusione.
Grazie, se possibile tenetemi informata,

Maria Teresa Roatta

DOCUMENTO COSTITUTIVO DEL COORDINAMENTO

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